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    November 02

    Abbagli per non vedenti, ovvero la tristezza per l'Experia

    Ho la pelle d'oca ed ho pensato alla piazza pubblica virtuale. Ne ho bisogno come strumento per temperare la sensazione d'impotenza di fronte questo stato di cose che mi scivola sulla pelle.
    Questo è lo sgombero
    dell'Experia; come ignaro me lo sono trovato passando da li, in bicicletta. Il centro sociale di via Plebiscito a Catania. Non ho parole per l'impotenza che mi suscita vedere sempre più spesso un mondo che si scontra con un altro; un mondo che viene in continuazione urlato dallo strombazzare dei media come una guerra continua tra buoni e cattivi. Dove i cattivi sempre più spesso non sono altro che ladri di galline al margine del pollaio società. Ed allora capita di vedere guerre tra buoni e cattivi dove sempre più spesso i buoni colpiscono cattivi inermi. Gente che seppur nelle proprie convinzioni politiche non fa male, non degrada, crede ancora in qualcosa (ammesso che sia possibile ancora farlo). Via Plebiscito, per chi non lo sapesse è l'emblema di Catania che si autoregola al di là di ogni istituzione. Oltre la tradizione, la storia ed il folklore che saltano all'occhio tutto è autonomo è indipendente. Negozi, malavita, traffico. Tutto è lasciato in mano di chi la vive e di chi, occultamente, la gestisce. E allora l'unico spiraglio di umanità come era l'Experia diventa la trombetta con cui la corruzione che ci governa suona lodi in nome della legalità che chi le osserva da vicino sa di esser false. E la legalità non si professa con i manganelli. E' una lotta impari signori, e più di ogni cosa mi addolora la fredda indifferenza con cui vedo bacheche di social network (e purtroppo ma non solo l'aggregazione virtuale dei social network) pieni di gente che non s'indigna. Di gente che semplicemente si esula e se ne frega. In via Plebiscito si muore. Con gli incidenti, con i morti di motorini. Con i minorenni su grosse moto in due, tre, senza caschi, senza semafori o regole presi in considerazione. Senza rispetto per marciapiedi che non sono per i piedi, senza rispetto per disabili che semplicemente non si vedono perché non possono vivere la strada. In quella zona non ho mai visto la più lontana parvenza d'istituzione. Il più blando controllo, un vigile modesto a regolare il traffico in qualche incrocio. E si muore, come qualche giorno fa, in quegli incroci. Nessuno ad ammonire i clacson allucinanti che rendono immagini di anziani dietro le finestre non soltanto ingannate da vite di sacrifici senza ricompense, ma anche beffate dall'irriverenza di un rumore costante, lancinante verme nel cervello, tutto il giorno. Vedo forme di bruttezze umane spente dentro le ricevitorie ed i betshop e gente del luogo che ti chiede qualche centesimo. Degrado. Un mondo di homo homini lupus. La sola febbre che vedo e quella del gioco: dei vecchi lotto e superenalotto e dei nuovi che promettono vincite infime travestite da sistemazioni a vita.

    Sono triste, avvilito. Manganelli. Questo sono le istituzioni. Concerti per manganelli. Queste sono le dichiarazioni di chi parla di legalità quando è evidente, sotto gli occhi di tutti che è di casa, a Catania e non solo, l'illegalità, il degrado, la cultura del più furbo, del più ricco e del più forte. Abbagli per non vedenti. Ed i non vedenti siamo noi! Queste sono operazioni violente come lo sgombero di gente con le mani alzate di fronte divise con alzati i manganelli. E l'abbaglio è la coperta di legalità con la quale riscaldano la notizia per renderla meno marcia, più soffice e più fragrante agli occhi di chi ignaramente crede, per ignoranza e buona fede, alle televisioni ed ai giornali dei potenti o semplicemente non crede perché è più semplice dire che non esiste più la politica, che non esistono più ragioni se non quelle personali.

    Questa non è una questione di dialogo. Nessun dialogo. Questa è una questione di cuore e sentimento.

    Indignatevi, non fregatevene. Se c'è una possibilità è il non voltarsi dall'altro lato fregandosene.

        


    January 29

    Miracoli!

    Truffaut Santo subito!
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    July 24

    Sembra banale...

    Ma è difficile tenere ben in mente nello stesso momento cose vicine  e cose lontane... V
     
    November 15

    O Pamela...

    E' da tempo che non scrivo, ma non posso dire che a mancare sia stato quest'ultimo.
    No, non lo permetterei. Non avere il tempo di poter fare le cose banali non fa parte del mio modo di viverlo (che, al contrario, è spesso troppo dedito ai piaceri ed alle banalità).
    Non ho scritto perchè ho caricato le batterie; sto caricando le batterie.
    Sono in ascolto; ultimamente mi ero svuotato troppo ed avevo perso la verve della mia interiorità.
    A darmi l'idea di scrivere sono state due cose: una foto ed il 15 Novembre.
    Ma parto citando una canzone.
    "O Pamela" è una canzone di un vecchio gruppo scozzese, The Wake, caduti troppo presto nell'oblio, ripresa qualche hanno fa da un meraviglioso gruppo cover-punk francese: i Nouvelle Vague (Nuova onda, New wave per dirla tutta), che di punk hanno solo l'idea originale delle canzoni che interpretano, completamente rivisitate in una bossa nova elegante e sensuale.
    Bene; dei Nouvelle Vague mi è passata per le mani una foto scattata quest'Estate durante un loro concerto a Chambery, e di quel concerto una canzone daceva:
     
    "This a page from my diary
    The fifteen day of November
    This a page from my diary
    What happened that day
    I don't remember"
     
    Quella canzone è "O Pamela".
    Ed oggi è il 15 Novembre.
     
    Bene, un omaggio a loro, ai Wake, a "O Pamela", al 15 Novembre.
    Ed a voi che leggete se mai non li conoscevate e ve ne innamorerete.
     
     
    "This a page from my diary
    The fifteen day of November
    This a page from my diary
    What happened that day
    I don't remember

    But I do remember when
    I wrote these words and then
    And then reread them
    Slowly to myself
    Without emotion

    And although the feelings changed
    The words still sound the same
    O Pamela
    Tell everyone
    Hang my head in shame
    Take your name in vain
    O Pamela
    O Pamela

    I have no soul
    I'm as cold as December
    Maybe twice as cold
    And I'm as white as the snow
    Because of my age
    But my hand was shaking
    As I wrote this page

    And although the feelings changed
    The words still sound the same
    O Pamela
    Tell everyone
    Hang my head in shame
    Take your name in vain
    O Pamela
    O Pamela you have everything
    Everything you bargained for
    Everything you worked for
    Everything you would have killed for
    Take everything

    Open the door
    I'll let the rain pour in
    And first thing in the morning
    The telephone rings
    Pamela says
    "Oh look at the time"
    Believe me, that's the last thing on my mind
    Will you take a walk with me in the sunshine
    O Pamela, before it's too late
    Will you take a walk with me by the ocean
    O Pamela, before it's too late"
     
    Ecco la foto, con Camille e Melanie.
    E questo è il loro sito http://www.nouvellesvagues.com/
    P.S. Do per scontata la comprensione della lingua, non me ne vogliate se la mia pigrizia non consente di tradurla..
    Vincenzo
    July 29

    Quattro facce di un solo punto interrogativo

     
    "Sai che per te ci sarò sempre" - e lo diceva guardandolo negli occhi. Era un angelo che chiedeva eterna presenza nella vita di lui.
    Lui rispose "Vorrei poterti credere; vorrei davvero poterti credere ma io so che sei oramai lontana, ti ho sentito lontana!"
    E lei dentro un singulto soffocato dallo stupore "Ancora!"
    "Sì" rispose lui ed il silenzio durò solamente quell'istante che basta a scatenare dentro lei l'episodio successivo di quella battaglia documentata in mille puntate.
    Lei disse nulla, in verità non disse.
    Dal quel metro di cielo dentro la camera dove lievitava (si badi che non volava realmente; lievitava davanti gli occhi di lui, si sarebbe detto lievitava dentro lui) decise di ritoccar terra.
    "Bene. Me ne vado" disse lei con aria improvvisamente seria e risentita "non riesco a stare con te se non cambi idea. Hai delle aspettative verso di me! Me ne vado".
    Si alzò dalla sedia. Diede un bacio distaccato sulla guancia fredda e immobile di lui, ringraziò, ed "Addio" disse.

    Le quattro facce dello stesso punto di domanda potrebbero essere lui, lei, il loro legame e la loro distanza. Lei avrebbe voluto fiducia assoluta, lui totale abbandono.

    V

    June 11

    Accennate considerazioni

    Ombre innocenti stagliate in un muro...
     
    Pezzi di viaggio, prospettive...
     
     
    Ed un mondo oltre i caldi colori della finestra...
    May 04

    Cos'è nell'essenza una rivelazione

    (...) In genere, se c'è qualcosa che ti colpisce come una rivelazione, puoi scommetterci che è una cosa fasulla, voglio dire, una cosa che non è vera. Prenda l'esempio del trenino. Lei può stare a guardare per ore una stazione vera e non succede niente, poi basta un'occhiata a un trenino e, tac, si scatena tutto quel ben di dio. Non ha senso, ma è dannatamente così, e alle volte più è idiota, la cosa che ti becca, più ci rimani appeso, con la meraviglia, come se ci fosse bisogno di una certa dose di impostura, di deliberata impostura, per ottenere tutto quello, come se tutto avesse bisogno di essere falso, almeno un po', per riuscire, dopo, a diventare qualcosa come una rivelazione. Anche i libri, o i film, è la stessa cosa. Più di così si muore, e se va a vedere chi ci sia dietro può scommetterci che troverà solo solenni figli di puttana, ma intanto ci vedi dentro cose che ad andare in giro per la strada te le sogni, e nella vita vera non le troverai mai. La vita vera non parla mai. E' solo un gioco d'abilità, roba che vinci o perdi, te lo fanno fare per distrarti, così non pensi.

    (Alessandro Baricco, City, Rizzoli ed. 1999, pag. 46 - 47)

    Non so se è storia, verità, o soltanto parole. So chè è un gioco dove le parole dettano le regole e fanno si che il senso non si evinca* dal periodo - grammaticalmente parlando - ma dal momento - tutto d'un fiato - dove l'immagine la leggi e la dipingi davanti agli occhi, ad occhi aperti. Credo che soltanto Baricco riesce a farlo. V

    April 24

    Semplicità e complessità

    Tutto iniziò leggendo a proposito di sistemi semplici e complessi e so che non è un bel modo per iniziare un intervento in un blog.
    Quello che ho realizzato è che la vita, l'ambiente in cui viviamo, è un sistema complesso impossibile da controllare.
    Unica possibilità data a noi è la volontà. La volontà, questa sconosciuta, è una variabile tra le miriadi che sono insite nel sistema alla quale diamo un valore e che possiamo controllare.
    Quindi se la vita è complessa la volontà è semplice.
    Dipende da noi.
    Una scelta, per quanto difficile, è una scelta che sta a noi prendere.
    L'ascolto continuo del mondo e il variare la volontà continuamente adattandola a come la realtà si prospetta è un bel modo per sentirsi vivi ma rende le scelte, almeno quelle soggette a continui stimoli e stravolgimenti, impossibili da intraprendere e perseguire.
    Questo è quello che può accadere nella mente di un uomo (insomma, inizio ad essere uomo!) leggendo un articolo di controlli automatici.
     
    La foto esprime un brillante esempio di sottosistema complesso non controllabile.
     
     
    N.B. L'uomo seduto in disparte non si chiede nulla di quanto sopra detto.
    Guarda il mare punto e basta, forse pesca - usa il mare.
    Usa il sistema complesso a suo piacimento.
     
    L'articolo, per chi potrebbe essere interessato, lo riporto
    April 19

    Desiderata

    Fu quando ero al liceo che la vidi fotocopiata ed attaccata sul muro da mia madre estasiata dalle parole. Poi ristrutturammo casa. Non stette più sul muro e passò, almeno nel mio, dimenticatoio. Qualche giorno fa un'altra madre estasiata l'ha regalata, sempre fotocopiata, al suo figlio, uno dei miei più cari amici. L'abbiamo letta e riletta. L'effetto per me è stato lo stesso di tanti anni fa. Mi chiedo cosa spinge le mamme a regalarla ai figli, fotocopiata, o ad attaccarla sul muro, all'ingresso.
    Da ricordare prima di uscire tutte le mattine...
    O la sera, prima di dormire...
     
    Va' serenamente in mezzo al rumore e alla fretta
    e ricorda quanta pace ci può essere nel silenzio.
    Finché è possibile, senza doverti arrendere, conserva
    i buoni rapporti con tutti.
    Di' la tua verità con calma e chiarezza, e ascolta gli altri,
    anche il noioso e l'ignorante:

    anch'essi hanno una loro storia da raccontare.
    Evita le persone prepotenti e aggressive:
    esse sono un tormento per lo spirito.
    Se ti paragoni agli altri, puoi diventare vanitoso e aspro,
    perché sempre ci saranno persone superiori ed inferiori a te.
    Rallegrati dei tuoi risultati come dei tuoi progetti.
    Mantieniti interessato alla tua professione: benché umile
    e' un vero tesoro rispetto alle vicende mutevoli del tempo.
    Sii prudente nei tuoi affari, poiché il mondo é pieno di inganno.
    Ma questo non ti impedisca di vedere quanto c'é di buono:
    molte persone lottano per alti ideali, e dappertutto la vita e' piena di eroismo.
    Sii te stesso. Specialmente non fingere di amare.
    E non essere cinico riguardo all'amore,
    perché a dispetto di ogni aridità e disillusione esso e' perenne come l'erba.
    Accetta di buon grado l'insegnamento degli anni,
    abbandonando riconoscente le cose della giovinezza.
    Coltiva la forza d'animo per difenderti dall'improvvisa sfortuna.
    Ma non angosciarti con fantasie.
    Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
    Al di la' di ogni salutare disciplina, sii delicato con te stesso.
    Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle;
    tu hai un preciso diritto ad essere qui.

    E che ti sia chiaro o no, senza dubbio l'universo va schiudendosi come dovrebbe.
    Perciò sta in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca,
    e qualunque siano i tuoi travagli e le tue aspirazioni,
    nella rumorosa confusione della vita conserva la tua pace con la tua anima.
    Nonostante tutta la sua falsità, il duro lavoro e i sogni infranti,
    questo e' ancora un mondo meraviglioso. Sii prudente.
    Fa’ di tutto per essere felice.
     
    Da un manoscritto del 1692, trovato a Baltimora
    nell'antica chiesa di San Paolo.
     
    Una dedica: è per chi è dentro la mia vita. E' per me. E' per chi nomino e per chi non nomino. E' per chi voglio bene. E per tutti coloro che lo vogliono.
    April 12

    A questo punto guarda con i tuoi occhi... e anche senz'occhi...

    A questo punto smetti
    dice l'ombra.
    T'ho accompagnato in guerra e in pace e anche
    nell'intermedio
    sono stata per te l'esaltazione e il tedio,
    t'ho insufflato virtù che non possiedi,
    vizi che non avevi. Se ora mi stacco
    da te non avrai pena, sarai lieve
    più delle foglie, mobile come il vento.
    Devo alzare la maschera, io sono il tuo pensiero,
    sono il tuo in-necessario, l'inutile tua scorza.
    A questo punto smetti, stràppati dal mio fiato
    e cammina nel cielo come un razzo.
    C'è ancora qualche lume all'orizzonte
    e chi lo vede non è un pazzo, è solo
    un uomo e tu intendevi non esserlo
    per amore di un'ombra. T'ho ingannato
    ma ora ti dico a questo punto smetti.
    Il tuo peggio e il tuo meglio non t'appartengono
    e per quello che avrai puoi fare a meno
    di un ombra. A questo punto
    guarda con i tuoi occhi e anche senz'occhi.

    (A questo punto, da "Diario del '71 e del '72" di Eugenio Montale)

    La farfalla si chiama "Occhi di Pavone"... Occhi ...di ...Pavone... (da leggere lentamente). Che bel nome...

    April 10

    Da Jules e Jim

     
    Jules ebbe degli echi dei loro attriti. Raccontò loro una storia indù:
     
    «Due amanti provavano i tormenti dell'amore e della gelosia. Conobbero insieme la più grande felicità, e la sciuparono. Molte volte si separarono e si ritrovarono, più innamorati di prima. Ma ognuno fece soffrire l'altro. Si lasciarono per sempre. Qualche anno dopo lui, col cuore spezzato, volle rivederla prima di morire. La cercò, viaggiò, pensando che, dovunque lei fosse, la sua bellezza l'avrebbe resa famosa. La ritrovò vedétte di una di una compagnia di danzatrici che conducevano un'esistenza frivola. Le andò incontro, la guardò, e non trovava niente da dirle, e le lacrime gli scendevano dagli occhi. Seguì la compagnia, e contemplava l'amica che ballava e sorrideva per gli altri. Non c'era rimprovero in lui, e non desiderava da lei che il permesso di guardarla. "Finalmente mi ami davvero!" gli disse lei».
     
     
    Jules disse a Kathe:
    «La tua massima è questa: in una coppia bisogna che almeno uno dei due sia fedele: l'altro».
    Disse pure:
    «Se si ama qualcuno, lo si ama così com'è. Non si desidera influenzarlo, perchè, se ci si riuscisse, non sarebbe più lui. Meglio rinunciare all'essere che si ama che cercare di modificarlo con la pietà o la tirannia».
     
    Jim avrebbe voluto morire di Kathe. Sopravvivere era un'offesa. I ragni maschi lo sanno, e anche le loro femmine.
    March 31

    La veduta der Gianicolo

    Sono quattro foto differenti. La stessa veduta ripresa in Gennaio 2007 in 4 diversi spezzoni. Il tutto poi unito con un'utility gratuita sviluppata dall'University of British Columbia che si chiama autostich. Enjoy Rome da Piazza Garibaldi, al Gianicolo! Forse una delle più belle vedute urbane al mondo!Clicca per la versione ad alta risoluzione
    March 28

    Messaggio del mattino

    Per questo è importante lasciare che certe cose se ne vadano.

    Si liberino. Si distacchino.

    Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate: a volte,si vince, a volte, si perde.

    Non aspettarti che ti restituiscano qualcosa; non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore.

    Bisogna chiudere i cicli.

    Non per orgoglio, per incapacità o superbia: semplicemente perchè quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita.

    Chiudi la porta, cambia musica, pulisci casa, rimuovi la polvere.

    Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

    ...Paulo Coelho

    Chissà perché ieri sera leggendolo pensavo a te...o a me...???!!!!......solo buona giornata.....il sole è già alto all’orizzonte...

    ******

    Grazie a Carmen.

    Vincenzo

    March 12

    Ho cambiato nome perchè...

    Il mio blog prima si chiamava "Il meraviglioso mondo di Vincenzo". Da oggi cambio nome perchè:

    1. Perchè il meraviglioso mondo di Vincenzo non è sempre meraviglioso. A volte è anche antipatico e per nulla facile.
    2. Perchè è la vita ad essere meravigliosa, non il mondo di per se (che spesso è davvero stronzo) e la vita non è solo di Vincenzo ma di più di sei miliardi di persone.
    3. Perchè il meraviglioso mondo d'Amelie mi piace troppo e metti caso che non sarò alla sua altezza poi ci rimango male.
    4. Perchè credo veramente che questo mondo che abitiamo è pieno di possibilità e quindi, per sillogismo, abitiamo nelle possibilità.
    5. Perchè credo che i sensi sono il modo con cui lo scopriamo; il cuore mescola il calderone con dentro le cose sentite. Ed il cervello spesso pretende di capirci pure qualcosa!
    March 08

    We must be happy in this world...

    Accadde...
    Ovvero quando un giorno accarezzai mucche svizzere, vicine al lago Leman (incredibile quanto sono pelose!), e mi aggredirono le papere.
    Ovvero quando mi svegliai in Francia sentendomi dire bonjour.
    Poi pranzai con un sandwitch, pagai in sterline e mi ringraziarono con un Londinese thank you.
    Ovvero quando la sera, con un pò di fortuna, trovai un posteggio alla champagneria di Palermo e mangiai pane e panelle.
    Questo è quello che mi è successo qualche giorno fà a corona di un atipico viaggio fatto per atipiche ragioni che mi hanno svelato l'essenza di persone che non immaginavo. Gli umani siamo proprio strani. Ci dimostriamo quando siamo stretti in tensione.
    Immagino un'utensile <Una pinza per esempio> bello, apparentemente forte, pieno di etichette che
    inneggiano alla sua potenza, ma la prima volta che è realmente utilizzato si spacca.
    Cede al peso delle mani che lo stringono sicure che un arnese forte è un'arnese forte; sicure che a prescindere dalle tensioni lui resiste. Invece no. Questo si è spaccato.
    Bea dice che l'essenza delle persone emerge quando sono affamate. E' all'impellere dei bisogni primari che si vede chi siamo. Ma è anche all'apparire delle difficoltà, quando scatta il bisogno di proteggersi, che si capisce se la casa-rapporto che hai costruito con una donna, un'amico, è stabile o è come la più debole delle abitazioni dei tre porcellini; spazzata via dal primo soffio di lupo, che molto spesso si chiama immaturità. La stranezza è che a me appariva casa, certo, perchè siamo per natura portati a vedere solo quello che vogliamo. A far ingannare gli occhi dai sensi e a negare l'evidenza.
    Sì. Questo viaggio non è stato completamente compiuto ma è stato compitore. Al contrario delle apparenze non mi ha fatto vedere con gli occhi tutto ciò che volevo ma ha rivelato al cuore l'intensità e le fragilità sulla quale non contavo ed alla quale affidavo proprio tutto.
    Sono una missione che non è compiuta, lo sento. Molto ancora devo vivere e devo affrontare. Ma la missione dell'atipico viaggio per l'europa a cercare di dare dignità a cose che erano scivolate via come un velo leggero a me ha ridato dignità, mi ha aperto gli occhi. Mi ha fatto sentire presenze vicine nonostante kilometri e m'ha mostrato le lontananze inaspettate di chi vive nella porta accanto della tua vita.
    Non ho dubbi che è vita e per questo la vivo fiducioso e voglioso, anche di sbagliare ancora, di risollevarmi e di risollevare.
    February 06

    Sia buon senso

    Semplicemente è necessario scrivere. Scrivere e comprendere che non si cambiano le esistenze. Non è una questione di destino o di futuro. Non è ostinazione nel piegare un ramo mosso da una volontà più grande di noi. E' una questione di rispetto. Solo rispetto. Tutte le vite fanno il suo corso. Sta a noi sentirci speciali con o senza il corso che vorremmo per noi e - ahimè! - per gli altri. Gli amori non si riconquistano. Vanno e vengono. A volte gli stessi tornano; forse mi verrà di chiedere: - dove sei stata? Altre volte spicchi il volo e aspetti ancora un altro ramo.
     

    L’amore è uno stato mentale,

    direi quasi confusionale

    non è una lotta tra il bene e il male,

    è una faccenda molto più banale.

    L’amore è uno stato mentale,

    è un’illusione paradossale

    è come una realtà virtuale,

    non c’è motivo logico per starci male.

    Lo devi vivere con ironia,

    come si dice con filosofia

    non certo come qualcosa

    che ti strappa il cuore e te lo butta via.

    Perché l’amore è uno stato mentale,

    ti tiene sveglio ma non è vitale

    è come un saggio che fa la morale,

    io predico bene ma razzolo male

    perché non son certo così seria,

    anch’io conosco la materia

    e mi rimangio tutto quel che penso

    quello che ho detto dall’alto del buonsenso…

    e so soltanto che…


    Io ti voglio, io ti voglio,
    non mi importa dell’orgoglio
    voglio solo stare meglio
    e non mi va di sopportare
    un’esistenza senza mai volare.
    Io ti voglio, io ti voglio,
    questa volta non mi sbaglio
    un abbraccio può bastare,
    te ne prego non andare via.
    Inventa una bugia, ma tanto so che la notte
    mi pensi, e che mi sogni.

    L’amore è uno stato mentale,

    ti fa l’effetto di un medicinale

    bisogna leggere il manuale,

    usare con cautela che se no è fatale.

    Io per esempio, quando mi assale,

    sono malato maniacale

    sono malato di scompenso e

    non funzionano le cellule del buonsenso

    e so soltanto che, adesso so di certo che


    Io ti voglio, io ti voglio,
    non mi importa dell’orgoglio
    voglio solo stare meglio
    è che l’amore che mi hai dato
    non mi basta per riprender fiato.
    Io ti voglio, io ti voglio,
    e se fosse anche uno sbaglio
    val la pena di tentare, di lottare, di volare via
    di usar la fantasia, io posso correre il rischio
    di amare e di morire.

    Buona vita a chi legge... si chiama Buon Senso...

    Vincenzo

    June 21

    Inizierò... Promessa a me medesimo...

    A volte quando ho la sensazione che qualcosa non l'ho detta e l'ho da dire scrivo. Scrivo e rimane un discorso fatto fra me e la mia intimità. Ma oggi va di moda il blog, come se fosse un modo un pò meno solitario di riversare i pensieri e nello stesso tempo intimo perchè tuo... Cavolo! Il tuo blog...
    Prometto solennemente a me stesso e a chi magari incuriosito sta leggendo queste righe e si chiede - perchè sto leggendo? - Perdonatemi! Non ho soluzione alla vostra arguta domanda - prometto solennemente a me stesso e a chi sta leggendo che appena ne avrò voglia, appena avrò voglia di scrivere qualcosa di interessante da dire o da farvi vedere, non sarà penna e carta recuperata da chissa dove ad accogliere i miei pensieri ma questo  nuovo sistema, blog... ovvero come ci siamo giocati consapevolmente quello che una volta era il diario (magari segreto!) e che di segreto non ha più nulla!
     
    Vincenzo