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    April 24

    Semplicità e complessità

    Tutto iniziò leggendo a proposito di sistemi semplici e complessi e so che non è un bel modo per iniziare un intervento in un blog.
    Quello che ho realizzato è che la vita, l'ambiente in cui viviamo, è un sistema complesso impossibile da controllare.
    Unica possibilità data a noi è la volontà. La volontà, questa sconosciuta, è una variabile tra le miriadi che sono insite nel sistema alla quale diamo un valore e che possiamo controllare.
    Quindi se la vita è complessa la volontà è semplice.
    Dipende da noi.
    Una scelta, per quanto difficile, è una scelta che sta a noi prendere.
    L'ascolto continuo del mondo e il variare la volontà continuamente adattandola a come la realtà si prospetta è un bel modo per sentirsi vivi ma rende le scelte, almeno quelle soggette a continui stimoli e stravolgimenti, impossibili da intraprendere e perseguire.
    Questo è quello che può accadere nella mente di un uomo (insomma, inizio ad essere uomo!) leggendo un articolo di controlli automatici.
     
    La foto esprime un brillante esempio di sottosistema complesso non controllabile.
     
     
    N.B. L'uomo seduto in disparte non si chiede nulla di quanto sopra detto.
    Guarda il mare punto e basta, forse pesca - usa il mare.
    Usa il sistema complesso a suo piacimento.
     
    L'articolo, per chi potrebbe essere interessato, lo riporto
    April 19

    Desiderata

    Fu quando ero al liceo che la vidi fotocopiata ed attaccata sul muro da mia madre estasiata dalle parole. Poi ristrutturammo casa. Non stette più sul muro e passò, almeno nel mio, dimenticatoio. Qualche giorno fa un'altra madre estasiata l'ha regalata, sempre fotocopiata, al suo figlio, uno dei miei più cari amici. L'abbiamo letta e riletta. L'effetto per me è stato lo stesso di tanti anni fa. Mi chiedo cosa spinge le mamme a regalarla ai figli, fotocopiata, o ad attaccarla sul muro, all'ingresso.
    Da ricordare prima di uscire tutte le mattine...
    O la sera, prima di dormire...
     
    Va' serenamente in mezzo al rumore e alla fretta
    e ricorda quanta pace ci può essere nel silenzio.
    Finché è possibile, senza doverti arrendere, conserva
    i buoni rapporti con tutti.
    Di' la tua verità con calma e chiarezza, e ascolta gli altri,
    anche il noioso e l'ignorante:

    anch'essi hanno una loro storia da raccontare.
    Evita le persone prepotenti e aggressive:
    esse sono un tormento per lo spirito.
    Se ti paragoni agli altri, puoi diventare vanitoso e aspro,
    perché sempre ci saranno persone superiori ed inferiori a te.
    Rallegrati dei tuoi risultati come dei tuoi progetti.
    Mantieniti interessato alla tua professione: benché umile
    e' un vero tesoro rispetto alle vicende mutevoli del tempo.
    Sii prudente nei tuoi affari, poiché il mondo é pieno di inganno.
    Ma questo non ti impedisca di vedere quanto c'é di buono:
    molte persone lottano per alti ideali, e dappertutto la vita e' piena di eroismo.
    Sii te stesso. Specialmente non fingere di amare.
    E non essere cinico riguardo all'amore,
    perché a dispetto di ogni aridità e disillusione esso e' perenne come l'erba.
    Accetta di buon grado l'insegnamento degli anni,
    abbandonando riconoscente le cose della giovinezza.
    Coltiva la forza d'animo per difenderti dall'improvvisa sfortuna.
    Ma non angosciarti con fantasie.
    Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
    Al di la' di ogni salutare disciplina, sii delicato con te stesso.
    Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle;
    tu hai un preciso diritto ad essere qui.

    E che ti sia chiaro o no, senza dubbio l'universo va schiudendosi come dovrebbe.
    Perciò sta in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca,
    e qualunque siano i tuoi travagli e le tue aspirazioni,
    nella rumorosa confusione della vita conserva la tua pace con la tua anima.
    Nonostante tutta la sua falsità, il duro lavoro e i sogni infranti,
    questo e' ancora un mondo meraviglioso. Sii prudente.
    Fa’ di tutto per essere felice.
     
    Da un manoscritto del 1692, trovato a Baltimora
    nell'antica chiesa di San Paolo.
     
    Una dedica: è per chi è dentro la mia vita. E' per me. E' per chi nomino e per chi non nomino. E' per chi voglio bene. E per tutti coloro che lo vogliono.
    April 12

    A questo punto guarda con i tuoi occhi... e anche senz'occhi...

    A questo punto smetti
    dice l'ombra.
    T'ho accompagnato in guerra e in pace e anche
    nell'intermedio
    sono stata per te l'esaltazione e il tedio,
    t'ho insufflato virtù che non possiedi,
    vizi che non avevi. Se ora mi stacco
    da te non avrai pena, sarai lieve
    più delle foglie, mobile come il vento.
    Devo alzare la maschera, io sono il tuo pensiero,
    sono il tuo in-necessario, l'inutile tua scorza.
    A questo punto smetti, stràppati dal mio fiato
    e cammina nel cielo come un razzo.
    C'è ancora qualche lume all'orizzonte
    e chi lo vede non è un pazzo, è solo
    un uomo e tu intendevi non esserlo
    per amore di un'ombra. T'ho ingannato
    ma ora ti dico a questo punto smetti.
    Il tuo peggio e il tuo meglio non t'appartengono
    e per quello che avrai puoi fare a meno
    di un ombra. A questo punto
    guarda con i tuoi occhi e anche senz'occhi.

    (A questo punto, da "Diario del '71 e del '72" di Eugenio Montale)

    La farfalla si chiama "Occhi di Pavone"... Occhi ...di ...Pavone... (da leggere lentamente). Che bel nome...

    April 10

    Da Jules e Jim

     
    Jules ebbe degli echi dei loro attriti. Raccontò loro una storia indù:
     
    «Due amanti provavano i tormenti dell'amore e della gelosia. Conobbero insieme la più grande felicità, e la sciuparono. Molte volte si separarono e si ritrovarono, più innamorati di prima. Ma ognuno fece soffrire l'altro. Si lasciarono per sempre. Qualche anno dopo lui, col cuore spezzato, volle rivederla prima di morire. La cercò, viaggiò, pensando che, dovunque lei fosse, la sua bellezza l'avrebbe resa famosa. La ritrovò vedétte di una di una compagnia di danzatrici che conducevano un'esistenza frivola. Le andò incontro, la guardò, e non trovava niente da dirle, e le lacrime gli scendevano dagli occhi. Seguì la compagnia, e contemplava l'amica che ballava e sorrideva per gli altri. Non c'era rimprovero in lui, e non desiderava da lei che il permesso di guardarla. "Finalmente mi ami davvero!" gli disse lei».
     
     
    Jules disse a Kathe:
    «La tua massima è questa: in una coppia bisogna che almeno uno dei due sia fedele: l'altro».
    Disse pure:
    «Se si ama qualcuno, lo si ama così com'è. Non si desidera influenzarlo, perchè, se ci si riuscisse, non sarebbe più lui. Meglio rinunciare all'essere che si ama che cercare di modificarlo con la pietà o la tirannia».
     
    Jim avrebbe voluto morire di Kathe. Sopravvivere era un'offesa. I ragni maschi lo sanno, e anche le loro femmine.