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    March 31

    La veduta der Gianicolo

    Sono quattro foto differenti. La stessa veduta ripresa in Gennaio 2007 in 4 diversi spezzoni. Il tutto poi unito con un'utility gratuita sviluppata dall'University of British Columbia che si chiama autostich. Enjoy Rome da Piazza Garibaldi, al Gianicolo! Forse una delle più belle vedute urbane al mondo!Clicca per la versione ad alta risoluzione
    March 28

    Messaggio del mattino

    Per questo è importante lasciare che certe cose se ne vadano.

    Si liberino. Si distacchino.

    Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate: a volte,si vince, a volte, si perde.

    Non aspettarti che ti restituiscano qualcosa; non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore.

    Bisogna chiudere i cicli.

    Non per orgoglio, per incapacità o superbia: semplicemente perchè quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita.

    Chiudi la porta, cambia musica, pulisci casa, rimuovi la polvere.

    Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

    ...Paulo Coelho

    Chissà perché ieri sera leggendolo pensavo a te...o a me...???!!!!......solo buona giornata.....il sole è già alto all’orizzonte...

    ******

    Grazie a Carmen.

    Vincenzo

    March 12

    Ho cambiato nome perchè...

    Il mio blog prima si chiamava "Il meraviglioso mondo di Vincenzo". Da oggi cambio nome perchè:

    1. Perchè il meraviglioso mondo di Vincenzo non è sempre meraviglioso. A volte è anche antipatico e per nulla facile.
    2. Perchè è la vita ad essere meravigliosa, non il mondo di per se (che spesso è davvero stronzo) e la vita non è solo di Vincenzo ma di più di sei miliardi di persone.
    3. Perchè il meraviglioso mondo d'Amelie mi piace troppo e metti caso che non sarò alla sua altezza poi ci rimango male.
    4. Perchè credo veramente che questo mondo che abitiamo è pieno di possibilità e quindi, per sillogismo, abitiamo nelle possibilità.
    5. Perchè credo che i sensi sono il modo con cui lo scopriamo; il cuore mescola il calderone con dentro le cose sentite. Ed il cervello spesso pretende di capirci pure qualcosa!
    March 08

    We must be happy in this world...

    Accadde...
    Ovvero quando un giorno accarezzai mucche svizzere, vicine al lago Leman (incredibile quanto sono pelose!), e mi aggredirono le papere.
    Ovvero quando mi svegliai in Francia sentendomi dire bonjour.
    Poi pranzai con un sandwitch, pagai in sterline e mi ringraziarono con un Londinese thank you.
    Ovvero quando la sera, con un pò di fortuna, trovai un posteggio alla champagneria di Palermo e mangiai pane e panelle.
    Questo è quello che mi è successo qualche giorno fà a corona di un atipico viaggio fatto per atipiche ragioni che mi hanno svelato l'essenza di persone che non immaginavo. Gli umani siamo proprio strani. Ci dimostriamo quando siamo stretti in tensione.
    Immagino un'utensile <Una pinza per esempio> bello, apparentemente forte, pieno di etichette che
    inneggiano alla sua potenza, ma la prima volta che è realmente utilizzato si spacca.
    Cede al peso delle mani che lo stringono sicure che un arnese forte è un'arnese forte; sicure che a prescindere dalle tensioni lui resiste. Invece no. Questo si è spaccato.
    Bea dice che l'essenza delle persone emerge quando sono affamate. E' all'impellere dei bisogni primari che si vede chi siamo. Ma è anche all'apparire delle difficoltà, quando scatta il bisogno di proteggersi, che si capisce se la casa-rapporto che hai costruito con una donna, un'amico, è stabile o è come la più debole delle abitazioni dei tre porcellini; spazzata via dal primo soffio di lupo, che molto spesso si chiama immaturità. La stranezza è che a me appariva casa, certo, perchè siamo per natura portati a vedere solo quello che vogliamo. A far ingannare gli occhi dai sensi e a negare l'evidenza.
    Sì. Questo viaggio non è stato completamente compiuto ma è stato compitore. Al contrario delle apparenze non mi ha fatto vedere con gli occhi tutto ciò che volevo ma ha rivelato al cuore l'intensità e le fragilità sulla quale non contavo ed alla quale affidavo proprio tutto.
    Sono una missione che non è compiuta, lo sento. Molto ancora devo vivere e devo affrontare. Ma la missione dell'atipico viaggio per l'europa a cercare di dare dignità a cose che erano scivolate via come un velo leggero a me ha ridato dignità, mi ha aperto gli occhi. Mi ha fatto sentire presenze vicine nonostante kilometri e m'ha mostrato le lontananze inaspettate di chi vive nella porta accanto della tua vita.
    Non ho dubbi che è vita e per questo la vivo fiducioso e voglioso, anche di sbagliare ancora, di risollevarmi e di risollevare.