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Non si intuisce dal nome, ma ecco una serie di siti amici e non veramente interessanti!

We dwell in possibilities

Occhi, naso, bocca, orecchi, pelle, cuore, cervello (non necessariamente)
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November 02

Abbagli per non vedenti, ovvero la tristezza per l'Experia

Ho la pelle d'oca ed ho pensato alla piazza pubblica virtuale. Ne ho bisogno come strumento per temperare la sensazione d'impotenza di fronte questo stato di cose che mi scivola sulla pelle.
Questo è lo sgombero
dell'Experia; come ignaro me lo sono trovato passando da li, in bicicletta. Il centro sociale di via Plebiscito a Catania. Non ho parole per l'impotenza che mi suscita vedere sempre più spesso un mondo che si scontra con un altro; un mondo che viene in continuazione urlato dallo strombazzare dei media come una guerra continua tra buoni e cattivi. Dove i cattivi sempre più spesso non sono altro che ladri di galline al margine del pollaio società. Ed allora capita di vedere guerre tra buoni e cattivi dove sempre più spesso i buoni colpiscono cattivi inermi. Gente che seppur nelle proprie convinzioni politiche non fa male, non degrada, crede ancora in qualcosa (ammesso che sia possibile ancora farlo). Via Plebiscito, per chi non lo sapesse è l'emblema di Catania che si autoregola al di là di ogni istituzione. Oltre la tradizione, la storia ed il folklore che saltano all'occhio tutto è autonomo è indipendente. Negozi, malavita, traffico. Tutto è lasciato in mano di chi la vive e di chi, occultamente, la gestisce. E allora l'unico spiraglio di umanità come era l'Experia diventa la trombetta con cui la corruzione che ci governa suona lodi in nome della legalità che chi le osserva da vicino sa di esser false. E la legalità non si professa con i manganelli. E' una lotta impari signori, e più di ogni cosa mi addolora la fredda indifferenza con cui vedo bacheche di social network (e purtroppo ma non solo l'aggregazione virtuale dei social network) pieni di gente che non s'indigna. Di gente che semplicemente si esula e se ne frega. In via Plebiscito si muore. Con gli incidenti, con i morti di motorini. Con i minorenni su grosse moto in due, tre, senza caschi, senza semafori o regole presi in considerazione. Senza rispetto per marciapiedi che non sono per i piedi, senza rispetto per disabili che semplicemente non si vedono perché non possono vivere la strada. In quella zona non ho mai visto la più lontana parvenza d'istituzione. Il più blando controllo, un vigile modesto a regolare il traffico in qualche incrocio. E si muore, come qualche giorno fa, in quegli incroci. Nessuno ad ammonire i clacson allucinanti che rendono immagini di anziani dietro le finestre non soltanto ingannate da vite di sacrifici senza ricompense, ma anche beffate dall'irriverenza di un rumore costante, lancinante verme nel cervello, tutto il giorno. Vedo forme di bruttezze umane spente dentro le ricevitorie ed i betshop e gente del luogo che ti chiede qualche centesimo. Degrado. Un mondo di homo homini lupus. La sola febbre che vedo e quella del gioco: dei vecchi lotto e superenalotto e dei nuovi che promettono vincite infime travestite da sistemazioni a vita.

Sono triste, avvilito. Manganelli. Questo sono le istituzioni. Concerti per manganelli. Queste sono le dichiarazioni di chi parla di legalità quando è evidente, sotto gli occhi di tutti che è di casa, a Catania e non solo, l'illegalità, il degrado, la cultura del più furbo, del più ricco e del più forte. Abbagli per non vedenti. Ed i non vedenti siamo noi! Queste sono operazioni violente come lo sgombero di gente con le mani alzate di fronte divise con alzati i manganelli. E l'abbaglio è la coperta di legalità con la quale riscaldano la notizia per renderla meno marcia, più soffice e più fragrante agli occhi di chi ignaramente crede, per ignoranza e buona fede, alle televisioni ed ai giornali dei potenti o semplicemente non crede perché è più semplice dire che non esiste più la politica, che non esistono più ragioni se non quelle personali.

Questa non è una questione di dialogo. Nessun dialogo. Questa è una questione di cuore e sentimento.

Indignatevi, non fregatevene. Se c'è una possibilità è il non voltarsi dall'altro lato fregandosene.

    


January 29

Miracoli!

Truffaut Santo subito!
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July 24

Sembra banale...

Ma è difficile tenere ben in mente nello stesso momento cose vicine  e cose lontane... V
 
November 15

O Pamela...

E' da tempo che non scrivo, ma non posso dire che a mancare sia stato quest'ultimo.
No, non lo permetterei. Non avere il tempo di poter fare le cose banali non fa parte del mio modo di viverlo (che, al contrario, è spesso troppo dedito ai piaceri ed alle banalità).
Non ho scritto perchè ho caricato le batterie; sto caricando le batterie.
Sono in ascolto; ultimamente mi ero svuotato troppo ed avevo perso la verve della mia interiorità.
A darmi l'idea di scrivere sono state due cose: una foto ed il 15 Novembre.
Ma parto citando una canzone.
"O Pamela" è una canzone di un vecchio gruppo scozzese, The Wake, caduti troppo presto nell'oblio, ripresa qualche hanno fa da un meraviglioso gruppo cover-punk francese: i Nouvelle Vague (Nuova onda, New wave per dirla tutta), che di punk hanno solo l'idea originale delle canzoni che interpretano, completamente rivisitate in una bossa nova elegante e sensuale.
Bene; dei Nouvelle Vague mi è passata per le mani una foto scattata quest'Estate durante un loro concerto a Chambery, e di quel concerto una canzone daceva:
 
"This a page from my diary
The fifteen day of November
This a page from my diary
What happened that day
I don't remember"
 
Quella canzone è "O Pamela".
Ed oggi è il 15 Novembre.
 
Bene, un omaggio a loro, ai Wake, a "O Pamela", al 15 Novembre.
Ed a voi che leggete se mai non li conoscevate e ve ne innamorerete.
 
 
"This a page from my diary
The fifteen day of November
This a page from my diary
What happened that day
I don't remember

But I do remember when
I wrote these words and then
And then reread them
Slowly to myself
Without emotion

And although the feelings changed
The words still sound the same
O Pamela
Tell everyone
Hang my head in shame
Take your name in vain
O Pamela
O Pamela

I have no soul
I'm as cold as December
Maybe twice as cold
And I'm as white as the snow
Because of my age
But my hand was shaking
As I wrote this page

And although the feelings changed
The words still sound the same
O Pamela
Tell everyone
Hang my head in shame
Take your name in vain
O Pamela
O Pamela you have everything
Everything you bargained for
Everything you worked for
Everything you would have killed for
Take everything

Open the door
I'll let the rain pour in
And first thing in the morning
The telephone rings
Pamela says
"Oh look at the time"
Believe me, that's the last thing on my mind
Will you take a walk with me in the sunshine
O Pamela, before it's too late
Will you take a walk with me by the ocean
O Pamela, before it's too late"
 
Ecco la foto, con Camille e Melanie.
E questo è il loro sito http://www.nouvellesvagues.com/
P.S. Do per scontata la comprensione della lingua, non me ne vogliate se la mia pigrizia non consente di tradurla..
Vincenzo
July 29

Quattro facce di un solo punto interrogativo

 
"Sai che per te ci sarò sempre" - e lo diceva guardandolo negli occhi. Era un angelo che chiedeva eterna presenza nella vita di lui.
Lui rispose "Vorrei poterti credere; vorrei davvero poterti credere ma io so che sei oramai lontana, ti ho sentito lontana!"
E lei dentro un singulto soffocato dallo stupore "Ancora!"
"Sì" rispose lui ed il silenzio durò solamente quell'istante che basta a scatenare dentro lei l'episodio successivo di quella battaglia documentata in mille puntate.
Lei disse nulla, in verità non disse.
Dal quel metro di cielo dentro la camera dove lievitava (si badi che non volava realmente; lievitava davanti gli occhi di lui, si sarebbe detto lievitava dentro lui) decise di ritoccar terra.
"Bene. Me ne vado" disse lei con aria improvvisamente seria e risentita "non riesco a stare con te se non cambi idea. Hai delle aspettative verso di me! Me ne vado".
Si alzò dalla sedia. Diede un bacio distaccato sulla guancia fredda e immobile di lui, ringraziò, ed "Addio" disse.

Le quattro facce dello stesso punto di domanda potrebbero essere lui, lei, il loro legame e la loro distanza. Lei avrebbe voluto fiducia assoluta, lui totale abbandono.

V

June 11

Accennate considerazioni

Ombre innocenti stagliate in un muro...
 
Pezzi di viaggio, prospettive...
 
 
Ed un mondo oltre i caldi colori della finestra...
May 04

Cos'è nell'essenza una rivelazione

(...) In genere, se c'è qualcosa che ti colpisce come una rivelazione, puoi scommetterci che è una cosa fasulla, voglio dire, una cosa che non è vera. Prenda l'esempio del trenino. Lei può stare a guardare per ore una stazione vera e non succede niente, poi basta un'occhiata a un trenino e, tac, si scatena tutto quel ben di dio. Non ha senso, ma è dannatamente così, e alle volte più è idiota, la cosa che ti becca, più ci rimani appeso, con la meraviglia, come se ci fosse bisogno di una certa dose di impostura, di deliberata impostura, per ottenere tutto quello, come se tutto avesse bisogno di essere falso, almeno un po', per riuscire, dopo, a diventare qualcosa come una rivelazione. Anche i libri, o i film, è la stessa cosa. Più di così si muore, e se va a vedere chi ci sia dietro può scommetterci che troverà solo solenni figli di puttana, ma intanto ci vedi dentro cose che ad andare in giro per la strada te le sogni, e nella vita vera non le troverai mai. La vita vera non parla mai. E' solo un gioco d'abilità, roba che vinci o perdi, te lo fanno fare per distrarti, così non pensi.

(Alessandro Baricco, City, Rizzoli ed. 1999, pag. 46 - 47)

Non so se è storia, verità, o soltanto parole. So chè è un gioco dove le parole dettano le regole e fanno si che il senso non si evinca* dal periodo - grammaticalmente parlando - ma dal momento - tutto d'un fiato - dove l'immagine la leggi e la dipingi davanti agli occhi, ad occhi aperti. Credo che soltanto Baricco riesce a farlo. V

April 24

Semplicità e complessità

Tutto iniziò leggendo a proposito di sistemi semplici e complessi e so che non è un bel modo per iniziare un intervento in un blog.
Quello che ho realizzato è che la vita, l'ambiente in cui viviamo, è un sistema complesso impossibile da controllare.
Unica possibilità data a noi è la volontà. La volontà, questa sconosciuta, è una variabile tra le miriadi che sono insite nel sistema alla quale diamo un valore e che possiamo controllare.
Quindi se la vita è complessa la volontà è semplice.
Dipende da noi.
Una scelta, per quanto difficile, è una scelta che sta a noi prendere.
L'ascolto continuo del mondo e il variare la volontà continuamente adattandola a come la realtà si prospetta è un bel modo per sentirsi vivi ma rende le scelte, almeno quelle soggette a continui stimoli e stravolgimenti, impossibili da intraprendere e perseguire.
Questo è quello che può accadere nella mente di un uomo (insomma, inizio ad essere uomo!) leggendo un articolo di controlli automatici.
 
La foto esprime un brillante esempio di sottosistema complesso non controllabile.
 
 
N.B. L'uomo seduto in disparte non si chiede nulla di quanto sopra detto.
Guarda il mare punto e basta, forse pesca - usa il mare.
Usa il sistema complesso a suo piacimento.
 
L'articolo, per chi potrebbe essere interessato, lo riporto
April 19

Desiderata

Fu quando ero al liceo che la vidi fotocopiata ed attaccata sul muro da mia madre estasiata dalle parole. Poi ristrutturammo casa. Non stette più sul muro e passò, almeno nel mio, dimenticatoio. Qualche giorno fa un'altra madre estasiata l'ha regalata, sempre fotocopiata, al suo figlio, uno dei miei più cari amici. L'abbiamo letta e riletta. L'effetto per me è stato lo stesso di tanti anni fa. Mi chiedo cosa spinge le mamme a regalarla ai figli, fotocopiata, o ad attaccarla sul muro, all'ingresso.
Da ricordare prima di uscire tutte le mattine...
O la sera, prima di dormire...
 
Va' serenamente in mezzo al rumore e alla fretta
e ricorda quanta pace ci può essere nel silenzio.
Finché è possibile, senza doverti arrendere, conserva
i buoni rapporti con tutti.
Di' la tua verità con calma e chiarezza, e ascolta gli altri,
anche il noioso e l'ignorante:

anch'essi hanno una loro storia da raccontare.
Evita le persone prepotenti e aggressive:
esse sono un tormento per lo spirito.
Se ti paragoni agli altri, puoi diventare vanitoso e aspro,
perché sempre ci saranno persone superiori ed inferiori a te.
Rallegrati dei tuoi risultati come dei tuoi progetti.
Mantieniti interessato alla tua professione: benché umile
e' un vero tesoro rispetto alle vicende mutevoli del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari, poiché il mondo é pieno di inganno.
Ma questo non ti impedisca di vedere quanto c'é di buono:
molte persone lottano per alti ideali, e dappertutto la vita e' piena di eroismo.
Sii te stesso. Specialmente non fingere di amare.
E non essere cinico riguardo all'amore,
perché a dispetto di ogni aridità e disillusione esso e' perenne come l'erba.
Accetta di buon grado l'insegnamento degli anni,
abbandonando riconoscente le cose della giovinezza.
Coltiva la forza d'animo per difenderti dall'improvvisa sfortuna.
Ma non angosciarti con fantasie.
Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di la' di ogni salutare disciplina, sii delicato con te stesso.
Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle;
tu hai un preciso diritto ad essere qui.

E che ti sia chiaro o no, senza dubbio l'universo va schiudendosi come dovrebbe.
Perciò sta in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca,
e qualunque siano i tuoi travagli e le tue aspirazioni,
nella rumorosa confusione della vita conserva la tua pace con la tua anima.
Nonostante tutta la sua falsità, il duro lavoro e i sogni infranti,
questo e' ancora un mondo meraviglioso. Sii prudente.
Fa’ di tutto per essere felice.
 
Da un manoscritto del 1692, trovato a Baltimora
nell'antica chiesa di San Paolo.
 
Una dedica: è per chi è dentro la mia vita. E' per me. E' per chi nomino e per chi non nomino. E' per chi voglio bene. E per tutti coloro che lo vogliono.
April 12

A questo punto guarda con i tuoi occhi... e anche senz'occhi...

A questo punto smetti
dice l'ombra.
T'ho accompagnato in guerra e in pace e anche
nell'intermedio
sono stata per te l'esaltazione e il tedio,
t'ho insufflato virtù che non possiedi,
vizi che non avevi. Se ora mi stacco
da te non avrai pena, sarai lieve
più delle foglie, mobile come il vento.
Devo alzare la maschera, io sono il tuo pensiero,
sono il tuo in-necessario, l'inutile tua scorza.
A questo punto smetti, stràppati dal mio fiato
e cammina nel cielo come un razzo.
C'è ancora qualche lume all'orizzonte
e chi lo vede non è un pazzo, è solo
un uomo e tu intendevi non esserlo
per amore di un'ombra. T'ho ingannato
ma ora ti dico a questo punto smetti.
Il tuo peggio e il tuo meglio non t'appartengono
e per quello che avrai puoi fare a meno
di un ombra. A questo punto
guarda con i tuoi occhi e anche senz'occhi.

(A questo punto, da "Diario del '71 e del '72" di Eugenio Montale)

La farfalla si chiama "Occhi di Pavone"... Occhi ...di ...Pavone... (da leggere lentamente). Che bel nome...

 
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Se vuoi chiamarmi su Skype il mio contatto è vincenzo.v

Vincenzo

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Interests
Mi piace l'idea di spendere qualche parola su di me...
Be! Che dire se non che sono aperto ad ogni tipo di esperienza e di conoscenza purchè (vedi interessi) stiano lontanissime da me le persone banali o menefreghiste! Guai a voi! D'altronde.. Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia! Bla bla bli bla bla bla chi vuol esser lieto sia!
Un elenco di siti inerenti Catania e quello che qui se pò 'ffa!